Questa pagina è un anticipo e un riassunto dei primi temi che verranno trattati su Strider nell'ambito dell'alimentazione nell'escursionismo.
NOTA IMPORTANTE: io non sono un medico o un dietologo e quelli che seguono (o qualsiasi materiale pubblicato su Strider, se è per questo) non vanno intesi come consigli o relazioni a livello professionale in campo medico/dietetico. Lo scopo di queste pagine è soltanto quello di fornire un'idea di massima di quali sono i principi da seguire e le domande da porsi e di quali sono o sembrano essere, nell'esperienza dell'autore, le risorse online più attendibili in materia. Sono sempre benvenute correzioni, opinioni, esperienze pratiche e segnalazioni di altre risorse su questi stessi argomenti.
Quello che bisogna sapere prima di cominciare a impostare correttamente il menu per un trekking di più giorni, in qualunque stagione:
Vale la pena organizzarsi in modo da non cucinare mai o quasi mai? In caso contrario, conviene portarsi pasti più o meno preconfezionati o materie prime da combinare? Quali tipi di cibi, cucinati o meno, sono i più interessanti per un escursionista responsabile e soprattutto
perché?
Purtroppo i cibi per un'escursione vanno anche scelti in funzione della loro compattezza, resistenza alla compressione, e "compatibilità" con il resto dell'equipaggiamento. Il menù migliore è quello che, oltre ovviamente a soddisfare le esigenze nutritive, corrisponde al minor peso e ingombro possibile di tutto lo zaino al momento della partenza: arrivare a questo risultato è però molto meno semplice di quanto potrebbe sembrare, poichè le interazioni fra i vari elementi non sono sempre evidenti. Alcuni cibi, pur essendo leggeri e compatti, potrebbero ad esempio richiedere utensili extra per la preparazione o consumare più acqua o combustibile durante la cottura. In casi estremi, la combinazione di fornello, attrezzatura da cucina, contenitori e menu potrebbe costringere a usare uno zaino più grande, cioè più pesante del necessario.
Io non sono vegetariano, ma per un escursionista sembrano esserci ottime ragioni specifiche (oltre a quelle puramente dietetiche) per non esagerare con il consumo di carne. Prima di tutto, secondo Vegan3000Info "senza il consumo di carne si coltiverebbe soltanto un quinto del terreno oggi utilizzato", cioè si potrebbe ridurre sensibilmente l'impatto dell'uomo sulle foreste e aree selvagge in generale in cui ci piace fare escursioni in solitudine. A parte questo, un menu almeno parzialmente vegetariano potrebbe essere un ottimo sistema per ridurre peso e ingombro totali del cibo nello zaino, senza rinunciare a nulla in termini di energia e alimentazione equilibrata.
Il pane, in tutte le sue forme dai filoni al kebab, è un'ottima ed economica fonte di carboidrati, cioè di energia. Però è anche molto fragile e voluminoso, almeno in alcuni casi. È possibile e ha senso farselo da soli, a casa o lungo il cammino? Nel secondo caso, come? E quand'è che conviene?
In rete si trovano già tabelle più o meno complete ma comunque generiche, che elencano fino all'ultimo grammo il contenuto nutritivo di tutte le possibili categorie di cibi. Strider, invece, farà nomi e cognomi, ovvero pubblicherà informazioni precise, con nomi e marche, anche su specifici alimenti particolarmente adatti al trekking e acquistabili in un negozio normale, magari anche in un paesino di montagna. Parleremo sia di materie prime, dal burro chiarificato al Couscous, sia di ricette adatte per il trekking.
I primi argomenti di questo tipo saranno la cucina a energia solare, interessantissima anche se non adatta a trekking in cui ci si deve spostare continuamente, e i vari tipi di forni interessanti per l'escursionista.